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Una cosa che colpisce, se osserviamo l’urbanistica antica, è lo spazio riservato ai marciapiedi, ampi, alberati, idonei per gli intrattenimenti negli incontri casuali e per le conversazioni durante il passeggio, spazi sereni per godere la città.
La speculazione edilizia, favorita dalle cattive amministrazioni, e i troppo diffusi e troppo tollerati abusi edilizi ci hanno fatto perdere questi gratuiti, panoramici salotti all’aperto, spesso forniti di comode panchine, fontanelle ristoratrici a costo zero e… dei necessari “ vespasiani “, in caso di bisogno.
I marciapiedi erano parte integrante di quella cultura che, nella progettazione urbanistica e nell’architettura, rispecchiava l’aspirazione a rendere godibile la città ed il paesaggio.
Di tutta questa grande attenzione al vivere civile che cosa è rimasto oggi?
Ecco come sono realizzato moltissimi,troppi degli odierni marciapiedi: nella prima foto: marciapiede strettissimo, inutilizzabile, per il lampione piazzato proprio al suo centro, dagli invalidi, dalle mamme con la carrozzina, da chi abbia più di una sporta per la spesa: trappola infernale nelle ore di punta quando una serie continua di auto impedisce anche di scenderlo per aggirare l’ostacolo.
Nella seconda foto… un esempio di moderno passo carrabile, trappola pericolosissima in caso di eventuale distrazione, di gambe anziane un po’ malferme, di invalidi con protesi o carrozzine; improvviso saliscendi, spesso con notevole pendenza, che può presentarsi ripetutamente anche in brevissimi tratti di strada: quello riportato nella foto presenta anche la caratteristica di riunire, in un unico passo carrabile, quattro diversi tipi di pavimentazione, pericolo micidiale per chi abbia le gambe malferme.
E non mi dicano che queste siano cose tollerabili in un paese civile!
Giacomo De Santis