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Tabù da sfatare

C’è molta gente che, per partito preso, come sente parlare di affidamento ai privati di una qualche attività da parte dello stato o di enti pubblici grida allo scandalo, dimentica che i servizi resi da tutte le pubbliche amministrazioni si sono sempre rilevati dispendiosi, inefficienti, spreconi per deresponsabilizzazione del personale, troppo spesso assenteista anche perché troppo spesso demoralizzato da inspiegabili carriere di personaggi che, in termini di capacità lavorativa, rendimento, assiduità di presenze lasciano molto a desiderare.
Grande clamore, pertanto, ha suscitato la notizia che presto, e speriamo molto presto, la gestione dell’acqua e di altri servizi potrà passare in mani private; diciamoci la verità: questa legge sopravviene dalla constatazione che in molti casi la situazione è veramente drammatica: nella maggior parte dei comuni del Viterbese, ad esempio, l’acqua non è potabile per: eccesso di arsenico o, in altri casi,è imbevibile per l’odore eccessivo dei disinfettanti immessi e, a volte, per gli strani, inspiegabili sapori che in essa si riscontrano, con il timore che ci proviene dalla consapevolezza che acquedotti e rete fognante quasi sempre corrono paralleli… ed, entrambi, sono dei colabrodo.
Chi si ostinasse a non voler credere a quanto sopra è pregato di voler constatare gli enormi, anomali consumi di acqua minerale effettuati nella nostra provincia, consumi da ritenersi tanto più anomali in una situazione di crisi come quella che ci ha investiti.
L’ Amministrazione Provinciale, probabilmente “ ignara “ della gravità della situazione, ha voluto concentrare in un unico ente sotto il suo controllo, la Talete, un compito che non era ragionevolmente in grado di assolvere e che non ha assolto. Chi, d’altro canto, poteva mai pensare che in cinque anni la Talete fosse in grado di disinquinare l’acqua “ potabile “ di tutta la provincia dall’arsenico, come è stato promesso e sbandierato? Sarò nato malpensante ma io, a questo, non ho mai creduto.

Gestione pubblica dell’ acqua? Ecco i risultati: situazione disastrosa in molte realtà per acquedotti e rete fognante colabrodo con grande spreco di risorse idriche e pericoli d’ inquinamento; inquinamento per tossine da microalghe di parte del lago di Vico da cui viene prelevata l’acqua potabile per i comuni di Caprarola, Ronciglione e, credo, anche di Carbognano. E, i numerosi bagnanti riversatisi quest’ anno nel lago, sono stati adeguatamente avvertiti della situazione?
Attualmente molte persone tra le più deboli socialmente come vecchi, invalidi, malati che non hanno mezzi per pasteggiare o lavare le derrate e cucinare con l’acqua minerale, sono costretti ad alimentarsi con un’ acqua in cui si riscontra un cattivo dosaggio dei disinfettanti nel migliore dei casi, ma a volte, come nel caso dell’arsenico e delle tossine da alghe, con un’ acqua nociva per la salute che la situazione degli acquedotti ci fa temere possa contenere anche altre non specificabili e quantificabili sostanze.
Gestione pubblica dell’acqua nella nostra provincia? Un vero e proprio fallimento… e non ho neppure accennato alla situazione depuratori.

Giacomo De Santis



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