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Nei geni dell'uomo moderno c'è ancora la capacità di ibernarsi.

Da un articolo apparso sulla pagina scientifica del quotidiano parigino “ Le Figaro” a firma di Jean Luc Notias apprendiamo che tale Stéphane Lévin ha trascorso, in una zona vicina al polo nord, cinque mesi, di cui tre mesi e mezzo senza sole, al buio, vivendo alla temperatura di quaranta gradi sotto zero.
In queste condizioni, l’uomo dormiva 16 - 18 ore al giorno e, durante la giornata, presentava un aumento della sonnolenza del 75%.
Il suo letargo non era costante, come avviene nelle marmotte, ma somigliante a quello degli orsi polari, che alternano al sonno numerose fasi di veglia.
T. N.


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