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La lega che non lega

No, non si può certo dire che la Lega sia un partito d’unione: aspira evidentemente ad una situazione pre risorgimentale e vuole, di nuovo, un’Italia divisa: affianchiamo il tricolore con le assurde bandiere regionali, eliminiamo l’inno di Mameli e sostituiamolo con i motivi che più ci piacciono, sostituiamo all’insegnamento della lingua italiana con quello dei dialetti ( regionali o locali? ); ma avranno mai letto Silvio Pellico, Giuseppe Cesare Abba, o le vite del conte Camillo Benso di Cavour, di Giuseppe Mazzini, di Garibaldi o di Giuseppe Verdi: tutta gente del nord, animata da nobilissimi ideali, che ha molto lottato e patito per quell’ unità che poi, nella realtà, si è risolta nell’ imporre ai meridionali uno stato unitario che con loro è stato sempre patrigno ( basti confrontare la Napoli borbonica con quella attuale: prima una delle più belle e culturalmente importanti città europee, dove fu costruita la prima ferrovia italiana, oggi sommersa dalla spazzatura, simbolo del degrado a cui l’hanno condotta lo sfruttamento del nord sul sud operato ad iniziare dall’unità d’Italia con l’insediamento della burocrazia piemontese; ci si è mai chiesti perché i Napoletani rimpiangano tanto i Borboni? ).

Al nord sono state costruite tutte le maggiori infrastrutture, è stato privilegiato con interventi pubblici

colossali a favore delle industrie settentrionali ( vedi Fiat, Motta, Alfa Romeo, Olivetti, recentemente, Parmalat, etc. etc. ) che al confronto con alcune sbandierate elemosine elargite al sud sembra di essere nei regni di Brobdignac e Lilliput raccontati nei viaggi di Gulliver.
L’ on Bossi dice di essere antifascista, ma del fascismo adotta la sua ideologia peggiore, quella razzista, che è stata sempre orgoglio di tutti gli idioti del mondo ed ha sempre portato tristi conseguenze.
Roma ladrona? Ma, come nell’ attuale, mi sembra che anche in tutti i governi precedenti ci sia stata una costante preponderanza di uomini del nord, che il nord hanno costantemente privilegiato nella loro azione.
Io non sarei contrario alla secessione: sono stanco di vedere la boria e le ingiustizie del nord contro il meridione; ma faccia attenzione l’ on Bossi: a Napoli sono circolati manifesti in cui si invitavano i consumatori a boicottare i prodotti non locali: se questa tendenza prendesse piede come si troverebbero le industrie del nord se dovessero affrontare un boicottaggio sui mercati meridionali?

Giacomo De Santis



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